A volte mi prende la rincorsa dentro, muove i passi sempre più velocemente, il fiato sembra corto ed invece è lanciato, è uno solo, lunghissimo che neanche riesco a capire come possa far bene la distinzione tra il riempirmi i polmoni e lo svuotarmi, compulso.
Rincorse di umori, che delle volte ogni cosa commuove, perché notare fa sempre la differenza al guardarsi intorno. Guardarsi intorno è da ciechi.
Come divorare senza assaporare, che non è mangiare, non è un atto completo e mai soddisfa, mai ti sazia, ti riempie di niente.
Certe volte, io lo sento nel profondo, la mia vita è su un violino, si muove di archi, acuti e profondi, stridenti, che remano sulle mie emozioni. Vogare emozioni.
Bordi di lacrime si infrangono sulle ciglia, si sfoca tutto che sembro esser sott'acqua.
Questo sentimentalismo a volte pare lacerare la carne dei miei pensieri, sono sopraffatta dai tumulti piccoli. Non so quanto sto lì. Non lo so..
Forse è questo il sapore della poesia, io che non ho mai capito molto di poesia..
SENTIRE è il vivere più vero che riesco ad essere, mio malgrado e per fortuna.
La bariota ormonale.
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