martedì 11 luglio 2017

Afa e disintossicazione da zuccheri e caffè

Ricomincio a scrivere con un bel settaggio positivo!
Le settimane trascorse fuori da qui sono state belle e proficue. Ho dedicato tempo al progetto di rilancio della mia linea di gioielli, ormai quasi pronta, ho dedicato tempo ai due nuovi arrivati in casa, due cuccioli che erano stati abbandonati, così belli.. bellissimi e col sangue speziato alla guerriglia urbana, ho dedicato tempo a me, alla mia alimentazione, che aveva bisogno di una bella scrollata sana e fresca.
E sono più energica, faccio esercizi ballando su Just Dance, con il mio grande Amore, faccio pesi (mooolto moderatamente, eh!) e ho ripreso il rilassamento, lo yoga dolce prima di dormire, ho allontanato tutti gli zuccheri, stevia a parte, il caffè (ci credereste? Si vive anche senza! Assurdo! 😃 ), mi sono impegnata a bere almeno due litri di acqua al giorno, cosa che poi diventa naturale, e il mio corpo ha iniziato a rispondere positivamente, a sgonfiarsi, a mettere sotto il metabolismo insomma.
E' particolare quanto il nostro organismo sia in comunicazione con noi, a nostra insaputa, troppo spesso, eppure prova ad avvertirci, a parlarci.
E allora ho annullato alcune assuefazioni alimentari (lo sapevate che gli zuccheri creano una fortissima dipendenza?) e mi nutro meglio ma non di meno, in realtà!
Una volta iniziato un bel ripristino delle cose , metro da sarta alla mano, si vedono grandi differenze e allora la bilancia e il suo responso passano un po' in secondo piano, credetemi. 😉

Quello che mi manca un pizzico, certo, sono i gelati e le granite perché l'arsura ha preso residenza qui e si attacca alle maglie, alla nuca sul cuscino, alle dita che sembran sempre da rinfrescare in cucina..
Ma finito il mese che mi sono prefissata mi regalerò un bel gelatone, di certo!
Voglio installare abitudini sane e tenerle sempre ma la vita va avanti e la vita è anche felicità e cibo, e festa, e serate in piscina, e pomeriggi afosi al mare e notti da festeggiare e snack imprevisti a cuor leggero!

Bene, oggi avevo voglia di riprendere a digitare e segnare queste quattro cose sul mio blog, per motivare anche altre persone, magari, a dedicarsi tempo e sane abitudini.
Forse non siamo ancora al livello di considerare il corpo come un tempio ma almeno come una bella spiaggia pulita?



La vostra Bariòta 💕

venerdì 5 maggio 2017

Mentre piove

Fuori piove, sulle foglie e sul tetto di legno.
Il sole è indaffarato altrove ma c'è abbastanza luce, il tepore d'estate è rintanato sotto le coperte.
I gerani ballucchiano a suon di pioggia ed io sono immersa nei miei pensieri, avvolta in un maglione di lana sottile, verde acqua. Seguo la gocciolina di condensa scivolare dalla tazza di tè Matcha e zucchero di cocco.
Devo finire due lavori, un articolo e un vestitino per la mia nipotina.
La Reflex guarda ad occhio spento, oggi, sulla scrivania in camera da letto.
Tu sei a piedi scalzi, impegnato nei tuoi giri di Do e quella maglia morbida sulle tua grandi spalle fa delle pieghe ammalianti, mi piace quando siamo insieme anche facendo altre cose.
Hai messo al riparo le piantine degli odori? Dovremmo creare una piccola verandina per loro, per non farle danneggiar troppo dal tempo. Domani sera la disegniamo e prendiamo il legno.
Stasera, invece, devo provare di nuovo quel pezzo al pianoforte, a cantare con la dolcezza sulle labbra.. Da quando lessi quella storia, ricordi? Quella che ci somiglia tanto, ho desiderato ardentemente cantare con la dolcezza, come faceva lei.
Col potere di sciogliere la voce nell'aria.
Col potere di sciogliere l'emozione nell'aria.
Tu mi dici sempre che lo faccio, che ci riesco, anche se intono un jingle della pubblicità..
Non importa come e quante volte, a te importa del mio sorriso che coltivi con carezze e annaffi di baci, tu che mi hai capita più di quanto io stessa non sia mai riuscita.
E non è forse questa la fortuna?

Un po' immaginata, un po' saporita di futuro, si.
Neanche piove adesso, a dire il vero.. Ma esiste già questo luogo e questo tempo.
Ed esisti tu.
Noi.




La TUA Bariòta.

sabato 22 aprile 2017

torta girasole !

La primavera risveglia i colori, la pelle esposta al tepore del sole, finalmete il cielo conquista un croma più pieno e denso, il blu e il verde divengono prepotenti nella loro allegria e coinvolgono il resto dei colori in un ballo di rinascita.
Anche noi diventiamo colori, abbiamo voglia di fantasie fiorite, schiariamo i capelli di qualche tono, respiriamo profumi freschi, agrumati, per le strade della città e la patina invernale (che comunque ha il suo fascino cozy) è bella ripiegata nel cassetto, sotto le coperte di lana.
E volete che anche la tavola non si adatti alla primavera?
Questa torta salata è il mio cavallo di battaglia e quando sono indecisa, quando non so cosa portare come ospite, per far bella figura, non passa molto tempo e penso a lei: è stupenda per gli occhi e buonissima per i pancini di tutte le età!


TORTA GIRASOLE

Ingredienti
  • 2 rotoli di pasta sfoglia/brisé
  • 500 grammi di ricotta (meglio se fresca)
  • 450 grammi di spinaci (se usate quelli freschi raddoppiate il peso)
  • 130 gr di parmigiano reggiano grattugiato 
  • 2 uova (più un tuorlo per spennellare la sfoglia)
  • semi di papavero
Procedimento

Lessate gli spinaci in pochissima acqua per 8-10 minuti al massimo, fateli raffreddare, strizzateli per bene e stracciateli con le dita in una terrina capiente. Aggiungete la ricotta, il formaggio, le due uova e mescolate, ricordatevi di regolare di sale e pepe secondo il vostro gusto.
Srotolate una delle sfoglie nella sua carta forno su un piano da lavoro. Adoperate una piccola coppetta (come quelle da gelato) o una tazza, riempitela di composto e adagiatela al rovescio proprio al centro della sfoglia. Aiutatevi con un cucchiaio per formare un anello col resto del ripieno a qualche centimetro dal centro e senza sbordare però verso l'esterno. Dovrete restare dentro la sfoglia di un paio di centimetri.
Con le dita inumidite leggermente di acqua tutte le parti di sfoglia libere dagli spinaci e ricotta, rimuovete la coppetta centrale e adagiate la seconda sfoglia sopra, con pazienza, avendo cura di aggiustare e fare aderire i due strati premendo solo sui due anelli senza ripieno.
Ripiegate i bordi esterni e sigillate aiutandovi con i rebbi di una forchetta.
Prendete un coltello grande e incidete, a partire da un paio di centimetri dal centro verso l'esterno, dei raggi. Formate tante fettine, queste costituiranno la corolla del vostro girasole.
Aiutatevi con una forchetta e giratele su un fianco. Adesso col tuorlo di cui parlavo prima, diluito con un cucchiaio di latte, spennellate il centro del fiore e il fianco di pasta sfoglia dei petali, prendete i semi di papavero e spolverateli solo sul centro del fiore.
Con attenzione sollevate la sfoglia (o fatela scivolare, se la carta forno vi sembra poco resistente) e adagiatela su una teglia molto grande. 
Infornate in forno preriscaldato a 200 gradi per una ventina di minuti circa.
Ricordate che ogni forno ha il suo "carattere" quindi controllate che non gli serva qualche minuto in più o qualcuno in meno.
Quando la vedrete bella dorata la torta sarà pronta da sfornare!
E' buona sia tiepida che fredda! ;)

Ho pensato di preparare un piccolo video tutorial dove potrete seguirmi passo passo per formare il girasole con facilità! Cliccate qui sotto quindi! :)


Se vi piace questa ricetta lasciatemi un bel pollice in su mentre lo guardate su Youtube!
Non dimenticate di taggare #labariotachevivehygge se pubblicate la foto della vostra torta girasole, sarò felicissima di vederla!
Ah, dimenticavo, mi trovate su Facebook e anche su Instagram.

Buon appetito!

La vostra Bariota cuochina

mercoledì 12 aprile 2017

Nido di Pasqua

Stagione piena di cioccolata, di uova, di torte salate, questa primavera che si riempie di odori e di tradizioni, ogni volta, e come sempre legate anche al cibo.
Lo sappiamo che il cibo, è una forma d'arte, una forma di cultura che dice chi siamo.
Questa volta vi propongo una ricetta che probabilmente ha moltissime varianti già esistenti, la mia è nata per caso, come sempre in modo fortunosa, seguendo ciò che avevo in frigo e nella dispensa.
L'effetto scenico del nido di asparagi con le uova sode è già sufficientemente bello da incuriosire gli ospiti, parola della Bariòta! ;)


NIDO DI PASQUA

Ingredienti

  • Un rotolo di sfoglia (rustica o di brisé) rotonda
  • un bel mazzetto di asparagi lunghi, già lessati
  • 350/400 grammi di purè fresco già condito secondo le vostre preferenze (se usate quello già in busta non lo spiffero a nessuno! ;) )
  • qualche fetta di bacon
  • due uova sode
  • due cucchiai di parmigiano grattugiato
  • cumino e semini vari
Procedimento

Vi ho elencato delle preparazioni semplici tra gli ingredienti quindi non si tratterà altro che assemblare il tutto e mettere in forno!
Io ho cotto gli asparagi tenendoli più lunghi possibili ma tagliate senza paura le estremità più legnose, il nido verrà ugualmente. Mettetene da parte una metà e l'altra parte tagliatela a tocchetti.
Tagliate anche le fette di bacon a straccetti.
In una ciotola abbastanza grande mescolate il purè con il parmigiano, il bacon, e gli asparagi tagliati. aggiungete il pepe e una spolverata di sale, se serve (assaggiate sempre il tutto, mano a mano, così da salare al punto giusto).
Srotolate la sfoglia e adagiatela su di una teglia dal bordo alto e dalla circonferenza un po' più piccola della sfoglia, potrete usare la stessa carta forno dove stava arrotolata.
Sul fondo della sfoglia spolverate del cumino e premete con le dita per fare aderire i semi alla pasta, darà un profumo meraviglioso e rustico alla vostra torta salata!
A questo punto versate il composto di purè dentro la sfoglia, livellarlo con un cucchiaio leggermente bagnato d'acqua e richiudere i lembi della sfoglia, come vedete in foto.
Spolverare su tutta la superficie due cucchiai di pangrattato, e dei semini di lino e girasole, aggiungete un sottile filo d'olio e mettere a cuocere in forno a 180° per 30-40 minuti.
In realtà solo la sfoglia dovrà cuocere ma l'umidità del purè allungherà i tempi. Essendo però diverso ogni forno, passati 20 minuti controllate spesso!!
Una volta sfornata e raffreddata decorate con gli asparagi rimasti, facendo un piccolo nido, di forma circolare e poco ordinata, la precisione qui non serve affatto. E sistemate le due uova all'interno.
La vostra torta gustosa e scenica è pronta da servire a tavola!

Volete provare a rifarla? Condividete la foto aggiungendo l'hashtag #labariotachevivehygge e magari postandola anche sulla mia pagina Facebook!
Mi trovate anche su Instagram con le mie foto e le stories! :)
Buon appetito!

La Bariota cuochina!

mercoledì 5 aprile 2017

Sei un buon cane, Snoopy !

Allora è aprile. La mattina va lenta nelle cose da fare, nelle cose da pensare, da riordinare come i vestiti ancora sulla sedia. Dopo un paio di caffè inizio a progettare, a catalogare e a formare. Forse mentalmente inizio a scrivere pure qui, credo.
Ma appena arriva il pranzo mi stacco da tutto e mi piace giocare, provare spezie e abbinamenti nuovi,..
Alcune volte non ho niente in casa fuorché avanzi del giorno prima: dei fagiolini, mezzo panetto di crescenza, un pomodoro rimasto fuori dall'insalata di ieri e allora delle cose apparentemente trishtissime vengono filtrate da un pochino di immaginazione e voglia di vedere oltre.
Prendo i semini, che sono i miei migliori amici ormai, e disegno il cibo.


Tutto muta e cambia continuamente, anche identità, a seconda del punto di vista, a seconda dell'intenzione che fomentiamo.
Noi rinasciamo ogni secondo, se solo lo vogliamo.

Col pane scrocchiarello!


giovedì 30 marzo 2017

seguire lo schema o Essere

Quando ho deciso di aprire questo blog, dopo mille titubanze e spinta da altri, non sapevo proprio a cosa avrei potuto riferirmi.. Scegliere è sempre stato un problema per me così come nella vita.
Che argomenti dovevo trattare, in che forma? E se poi fossi risultata noiosa o troppo confusionaria? Senza identità?
Di fondo ho sempre visto e sempre mi hanno fatto vedere quanto fossi indecisa, in me stessa.
Perché la società ci spinge non a scegliere ma a scegliere uno schema che già esiste.
Sei bianco o nero? Sei grigio?
Devi essere qualcosa di conosciuto per essere riconosciuto, devi rientrare in un modo già visto per piacere.
Eeh, niente di più sbagliato.

Ora, io non ho idea se ciò che scrivo e fotografo vi interessi poi davvero o possa essere in qualche modo utile ma forse il punto sta tutto lì. Non mi deve interessare molto.
Mi farebbe moltissimo piacere avere un riscontro positivo, certo, ma il fatto resta. 
Vi dicono cosa essere? E in che modo essere?
A me, complice una vena insicura spesso attiva, svariatissime volte!
Ma insomma come ho fatto a convincermene, (di essere insicura intendo)? E voi?
Chi ha mollato il filo di se stesso per raggomitolarcisi attorno?
Non facciamoci imbrogliare..
Non ho mai avuto dubbi sulle cose importanti. Su chi amo e chi meno. Sul non odiare mai e mi piace tanto non odiare. Sui miei gusti a tavola, sul mio sentire.
Decisa. Decisissima. Sicura. 
E allora? Beh, ecco, levati i piccoli grandi irrisolti che derivano da ogni infanzia, si, credo che quando iniziai a non rientrare in nessun sistema, lavorativo e sociale, abbia iniziato un'inconscia campagna diffamante, diciamo, su me stessa. Mi sono buttata su storie a distanza, sicure, con persone che non potevano né sarebbero riuscite a modificare poi molto il mio approccio, così la mia zona comfort restava intatta e al sicuro. Questa è la vera verginità, dopotutto. Potevo stare lì ore a pensare, a lagnarmi e a non cambiare. Mi sentivo non amata e in effetti questo era. Nessuno di loro ha mai conosciuto il mio profondo e anche se vai a letto con qualcuno che ti pare di amare, quello chi conosce se resta fuori da ciò che sei davvero..? Se i pensieri li selezioni e ne dici la metà, se non sei libera totalmente.. Non guardavate me. Io mi sentivo poco protetta e mentre guardavo questo, questo succedeva. Soffrire è rivoluzionarsi, per certi versi, per altri è apparecchiare sempre allo stesso modo. E puoi anche confondere una tua proiezione messa in loop in quel che ci piace definire destino..
Ma arriva sempre una primavera particolare, anche d'inverno, in cui ti svegli e sei di nuovo tu. Qualche anno è passato. E' di nuovo tempo di mettere via i maglioni e le scarpe di tela sono un po' stinte, sciupate..bisognerà cambiarle. Non importa affatto.
Sei di nuovo in grado di sentire gli odori della tua strada, quando si prepara per la cena. Ridi di più, hai voglia di uscire e alle volte di rintanarti in casa a poltrire con te stessa.
Sei di nuovo connessa con te e si riparte.
Avete mai notato quanto i periodi personali più infelici vi abbiano portati i più grandi e importanti cambiamenti, in seguito? Delle volte anche i più positivi. Altre devi proprio cercarlo con pazienza, il bene che ne è scaturito, ma, quasi fosse una legge, c'è sempre.
Perché quando ci modifichiamo per voglia o controvoglia, spinti da altro, evolviamo un nostro modo di essere in qualcosa di più simile alla nostra Anima, ci comprendiamo di più.
Per alcuni la conoscenza passa dalla gioia, dall'essere aperti al cambiamento, per altri invece passa dal dolore e dall'attaccamento per qualcosa che ci ostiniamo sia giusta per noi, per il dolore della perdita, il più delle volte.
Comunque si cresce, ci si capisce un pochino di più, e ci si stima di più, tutto sommato.
Ora. 
Tutta la vita proveranno a dirci chi siamo e come dovremmo essere.
Non ascoltiamoli. Proviamo a vivere secondo ciò che sentiamo.
Non parlo di lasciapassare per egoismi di sorta e insensibilità nel calpestare gli altrui pensieri e diritti.. Quale bene potrebbe mai portare questo?
No, parliamo di sciocchezze serie, ché la leggerezza è il primo buon caffè che desideriamo al mattino, insieme ad un sorriso.

Parliamo di darci credito, tanto. Di guardare onestamente ciò che ci piace e perseguire la sua cura che poi, di riflesso, è la nostra.

Tutta la vita mi hanno detto di scegliere. Di essere o cantautrice, o creatrice di gioielli, o scribacchina, o fotografa.. Di disegnare e basta o provare a far doppiaggio se davvero ci tenevo. Di scrivere più seriamente, di aprire un blog di ricette o di salute..
Ebbene, giudici che state nella mia testa, io vi ho ascoltati tutti, per tanto tempo. Per questo ho deciso di non seguire nessuno di voi. "Voi" che proietto al mio esterno con le facce dei miei familiari, i miei amici, i miei conoscenti, i miei professori, gente che se ne intende.. (ma di cosa poi? Certo non di me.), voi che guardo su fb, o faccia a faccia tutti i giorni e che, mi rendo sempre conto, siete solo estensione delle mie insicurezze. Voi che non conoscete che un verso di me.

Ecco, però vi ringrazio. Perché mi insegnate a non scegliere una parte di me che vada meglio delle altre. Perché io sono così, nel bene e nel male, con tutto ciò che mi piace e so fare o so fare poco ma mi piace fare ugualmente. 
Perché NON FA NIENTE se non sono la più brava, la migliore, la più veloce e la più bella.
Sono e sarò ME senza artifici e con i miei tempi.
Siatelo anche voi e fatevi guardate mentre cominciate ad essere luce.
Guardatemi, a mio modo ho già imparato a brillare a profumare.

Tu guardami, perché sei l'unica persona che mi abbia mai trovata.



Con il cuore, 

La Bariota felice.

lunedì 27 marzo 2017

sentire

E' il cielo di marzo, incostante, splendente e rabbuiato.
A volte mi prende la rincorsa dentro, muove i passi sempre più velocemente, il fiato sembra corto ed invece è lanciato, è uno solo, lunghissimo che neanche riesco a capire come possa far bene la distinzione tra il riempirmi i polmoni e lo svuotarmi, compulso.
Rincorse di umori, che delle volte ogni cosa commuove, perché notare fa sempre la differenza al guardarsi intorno. Guardarsi intorno è da ciechi.
Come divorare senza assaporare, che non è mangiare, non è un atto completo e mai soddisfa, mai ti sazia, ti riempie di niente.
Certe volte, io lo sento nel profondo, la mia vita è su un violino, si muove di archi, acuti e profondi, stridenti, che remano sulle mie emozioni. Vogare emozioni.
Bordi di lacrime si infrangono sulle ciglia, si sfoca tutto che sembro esser sott'acqua.
Questo sentimentalismo a volte pare lacerare la carne dei miei pensieri, sono sopraffatta dai tumulti piccoli. Non so quanto sto lì. Non lo so..
Forse è questo il sapore della poesia, io che non ho mai capito molto di poesia..
SENTIRE è il vivere più vero che riesco ad essere, mio malgrado e per fortuna.


La bariota ormonale.